Archivio per dicembre, 2009

Random Walk

Autore: Wataru Yoshizumi
Volumi: 6
Anno: 2000
Voto: 3/10

Una trama banale, disegni carini, soluzioni semplicistiche e finale scontato: questo è in una frase Random Walk. Una storia di amori adolescenziali passeggeri e frivoli che, per carità, ben rispecchiano “il tempo delle mele” discostandosi da quel filone shojo che vuole l’amore totale, pieno di ostacoli e del tutto inverosimile, ma comunque avrebbero potuto essere sviluppati con un po’ più di attenzione e profondità. Il tutto si risolve in personaggi che passano insipidi e si dimenticano presto, tanto che all’ultimo volume già non ci si ricorda più il protagonista amoroso del primo. I temi affrontati con la pretesa di essere importanti e il fastidio di forzature palesi rendono la lettura addirittura fastidiosa. Per non parlare del clima familiare idilliaco che fa da sfondo alle vicende, da famigliola perfetta che la mattina fa colazione tutta unita con le migliori merendine, senza mezzo riferimento al dramma psicologico che deve vivere la protagonista avendo a che fare con un padre così idiota da allevarla a frasi fatte e che ha cambiato non so quante mogli. Consigliato solo a un pubblico di adolescenti in cerca di sentimentalismi amorosi, paroline dolci e baci sulle labbra fra mille sbrilluccichii che escono da non si sa dove.

27 dicembre 2009 at 1:16 AM

Sole maledetto

Autore: Fuyumi Soryo
Volumi: 1
Anno: 2002
Voto: 9/10

I quattro racconti brevi che compongono quest’opera sono densi di significato, eppure decisamente semplici nelle loro trame. E’ una semplicità positiva, che rende plausibili in maniera disarmante le storie narrate e ci fa apparire estremamente vere e vicine le protagoniste delle vicende. Esse infatti non sono delle eroine, delle persone famose o di encomiabile carattere: non sono perfette. Sono delle normalissime donne inserite in contesti tutto sommato ordinari. Proprio per questo i loro sentimenti e le loro emozioni risultano tanto più coinvolgenti: perché sono anche i nostri o quelli che potrebbero essere nostri, perché sono estremamente reali e nel loro lottare possiamo intravedere il coraggio di ogni donna, di qualsiasi donna.

Il disegno pulito e curato senza tanti fronzoli rispecchia bene la natura dei racconti: squarci di vite di ragazze e donne qualunque, più o meno drammatici, più o meno poetici, tutti dipinti con tratti essenziali, dialoghi giusti, a formare un equilibrio ben congegnato.

Il filo conduttore è quello dell’io femminile alla ricerca dell’affermazione di sé nella società moderna, che si snoda fra i vari contesti sociali e si esplica in forme diverse. Ne scaturisce un ritratto molto sottile e sensibile della donna contemporanea, con le sue paure e le sue sicurezze, le sue enormi capacità e gli ostacoli sociali, culturali ma anche psicologici e personali a cui va incontro.

E’ un manga fatto di piccoli gesti importanti, di espressioni che valgono tanto quanto parole e di parole che anche da sole posseggono in sé una grande forza. La carica emotiva che trasmettono le pagine può essere apprezzata soprattutto da chi abbia voglia di cogliere il non detto e di guardare alle atmosfere nel loro insieme invece di seguire soltanto il susseguirsi degli eventi. E’ infatti il contesto prima ancora della trama in sé a trasmettere le sensazioni che rendono piacevole e significativa la lettura.

Alla fine resta dentro qualcosa, un sentimento indefinibile a metà fra il dolce e l’amaro, la nostalgia e il disincanto. L’autrice si è rivelata perfettamente all’altezza di queste storie josei/seinen, raggiungendo un livello contenutistico e stilistico decisamente alto.

18 dicembre 2009 at 12:41 AM

Tom Sawyer

Autore: Shin Takahashi
Volumi: 1
Anno: 2007
Voto: 10/10

Premetto che sono di parte in questa recensione: ho amato tantissimo il libro di Mark Twain quando ero piccola, ed è stato un punto di riferimento della mia infanzia. Eppure, proprio per il fatto che sono affezionata a quest’opera, mi sono avvicinata al manga di Takahashi un po’ scettica. Avevo letto alcune recensioni scoprendo che la storia del fumetto poco aveva a che vedere con l’originale e questo mi aveva intimorita: con che coraggio leggere lo stravolgimento di un libro che si è amato tanto? Eppure, dando fiducia a quest’autore di cui apprezzo molto lo stile di disegno e di cui ho letto altri racconti degni di nota, ho deciso comunque di tentarne la lettura. E ho fatto bene.
Sono rimasta assolutamente incantata, esterrefatta e piacevolmente stupita: questo manga è entrato nella mia lista personale fra i migliori di sempre. Che la storia c’entri poco con il Tom Sawyer originale è in parte vero e in parte no: l’autore infatti ha mantenuto intatto l’intreccio degli accadimenti e sostituito però tutte le ambientazioni e gli attori della vicenda. Suppongo quindi che chi non abbia mai letto il libro troverà in questo manga una trama del tutto normale, ma chi al contrario ha letto l’opera originale resterà senz’altro affascinato dal modo in cui Takahashi è riuscito a proporre tappa dopo tappa, reinterpretandoli, tutti gli episodi della vera storia. In questo il suo tentativo di sovrapposizione può dirsi perfettamente riuscito: non è affatto goffo o presuntuoso, anzi, manifesta un’attenzione, una cura, un affetto e un rispetto profondo per il racconto di Mark Twain. Possiamo quindi parlare di “ispirazione”, di un “omaggio” al libro, di un tributo a Tom Sawyer, ma solo di questo, perché il ruolo del Tom Sawyer originale si ferma qui: tutto il resto è nuovo, scaturisce dalla creatività del mangaka che interpreta quelle gesta in chiave tutta moderna e rivisitata, inventando nuovi personaggi con nuove storie di vita.
Allora, così com’è caratteristico per quest’autore, i protagonisti hanno una psicologia complessa indagata in profondità, messa a nudo e alla prova di continuo attraverso i fatti che si trovano a dover fronteggiare. L’introspezione aiuta a caratterizzare ancora di più i personaggi: la storia nel suo insieme è accompagnata da una crescita interiore dei protagonisti che si interrogano sugli accadimenti e modellano il proprio carattere sul filo di dialoghi e riflessioni, nonché di situazioni create magistralmente dall’autore. Nel complesso il manga ci restituisce un’immediatezza, una freschezza e un’intensità d’emozioni paragonabili a quelle dell’opera originaria. Ma se il vero Tom Sawyer è a tutti gli effetti un libro d’avventura per ragazzi, piuttosto leggero pur nella drammaticità di alcuni fatti narrati e nella descrizione di uno spaccato sociale dell’epoca, l’opera di Takahashi si rivolge comunque a tutt’altro pubblico, molto più adulto. Così nel manga sono affrontati i temi della crescita, dell’autostima e del confronto con regole sociali che determinano inevitabilmente l’emarginazione di qualcuno, del diverso.
In questa storia il mondo adulto, razionale e troppo spesso indifferente e disincantato, si scontra con quello infantile dei sentimenti genuini, delle emozioni fortissime e fugaci, delle fragilità ingenue. Solo che, invece di metterci di fronte a due mondi contrapposti che combattono l’uno contro l’altro in quanto divisi da una soglia irreversibile di consapevolezza, Takahashi sfuma i contorni di entrambi facendoli compenetrare e confondere, rivelando margini di sovrapposizione fra i due e sviluppa tutte le vicende proponendoci a ogni occasione questa ambiguità. Il bambino con preoccupazioni da grande e l’adulto con atteggiamenti infantili, la bontà sincera di gesti adulti che però feriscono, e azioni di volontaria cattiveria dei bambini: sono tutti segnali e situazioni in cui diventa evidente che scindere i due mondi con un taglio netto è impossibile e assurdo. Così, leggendo, ci sentiamo sballottati fra i due punti di vista godendo e indignandoci per entrambi, a turno. E’ tutto uno slalom di avventure adrenaliniche contrapposte a momenti di lentezza, cariche di azione che fa sudare freddo contro sospensioni di sonnolenza nella calura estiva. E, quando la lettura finisce, la sensazione che rimane è quella piacevole di una fiaba reale, è quella nostalgica di uno sguardo adulto sull’infanzia ormai trascorsa.
Shin Takahashi presenta con Tom Sawyer un’opera delicata e appassionata dove i personaggi sono innanzitutto PERSONE. Tom Sawyer è rivolto a chi ama scoprire e riscoprire la vita: le emozioni le speranze le paure. Con tutte le loro contraddizioni e debolezze, certo, ma anche pregne di quel sentimento sincero ed elettrizzante che solo parlando di vita veramente sentita si può trasmettere. Il suo stile di disegno, dal tratto leggero e un po’ sfumato, ben si addice alla poesia della storia, ed è accompagnato qui da una regia davvero magistrale in alcune scene. Un capolavoro senza macchia. Imperdibile.

9 dicembre 2009 at 7:30 PM


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