Archivio per ottobre, 2010

Splendid Lovestory

coperinaAutore: Miyuki Kitagawa
Volumi: 18
Anno: 1999
Voto: 5/10

Un amore tormentato, impossibile, drammatico come quelli che solo gli shojo sanno raccontare. Un amore di vita, di morte, di perfidie, inganni, sotterfugi e ossessioni. Sentimenti totali spinti all’ennesima potenza, fino al paradosso, fino all’istinto animalesco che sembra malattia di possessione. C’è la malattia d’amore, in questo manga, e c’è un amore malato, sbagliato, frastornante di insensatezze e slanci idilliaci. Ci sono le parole più belle e le cadute di stile impressionanti su paranoie mentali degne della miglior telenovela. Ci sono i disegni che riempiono di emozione e quelli banali o spigolosi di pressapochismo. Alti e bassi di stile, di fatti, di situazioni. Idee anche belle, ma sviluppate calcando troppo la mano, rendendo ogni cosa inverosimile, impossibile, scoraggiante. Una messa in scena drammatica di un drammatico tangibilmente artefatto, fra copiose lacrime, scuse, perdoni e giustificazioni che rasentano la stupidità dei protagonisti. Si legge tutto d’un fiato, la storia rapisce senza dubbio, trascina, ricca di colpi di scena che incuriosiscono per forza. Eppure, se fosse finita un po’ prima, verso la metà dei 18 volumi, tante assurdità ce le saremmo risparmiate. Ben congeniate, sì, ma per una interminabile soap opera a fumetti, con alcuni begli spunti, qualche dialogo vagamente interessante, dei buoni disegni e tanta, tanta, tanta drammaticità, pathos elevato all’ennesima potenza e inverosimile, sempre mantenuto su livelli mozzafiato senza alcuna pausa per tornare coi piedi per terra. Bocciato praticamente su tutta la linea, consigliato solo a chi ama leggere di amori incestuosi e scandalosi e/o segue in modo appassionato trasmissioni come “uomini e donne”.

29 ottobre 2010 at 4:52 PM

La Luna e il Lago

copertina mangaAutore: Hinako Ashihara
Volumi: 1
Anno: 2007
Voto: 8/10

Ci sono racconti che, pur non essendo storie lunghe e complesse, pur non avendo personaggi ai quali si finisce per affezionarsi per il tempo in cui, ripetutamente, ci vengono proposti in ogni aspetto della loro vita, del loro carattere, dei loro modi di ragionare… ci sono racconti, dicevo, abbastanza brevi, come i due proposti in questo manga, che partirebbero penalizzati rispetto alle lunghe vicende dei manga normali, eppure in qualche modo riescono a toccare lo stesso il cuore di chi legge. Senza il tempo di affezionarsi ai protagonisti, senza il tempo di stare a supporre finali, senza pause di ragionamenti che ci portino ad idolatrare questo e quel personaggio, queste storie brevi rapiscono e colpiscono direttamente i sentimenti, perché è ad essi che parlano, è di essi che sono intrise.

La prima è una storia semplice, di una semplicità verosimile ma non banale, che affronta il tema del tradimento coniugale, ma visto con gli occhi di una studentessa. Erano molti i moralismi in cui l’autrice poteva incorrere, invece riesce a mantenere sempre alto il livello di curiosità e interesse nella storia senza tradire alcun bisogno di giudizio sul fatto: lei non racconta la studentessa e le sue vicende familiari, lei E’ la studentessa, si immedesima perfettamente nella protagonista e con essa scopre e ragiona, prova rabbia e dolore, risolve con trasparenza i propri sentimenti. Al di là di ogni possibile schieramento fra “giusto” e “sbagliato”, insomma, la mangaka racconta i fatti, mostra le emozioni, ed è bravissima in questo suo articolare disegni, con dialoghi, con espressioni, con accadimenti.
La seconda è una storia un po’ più complicata, contornata da un’aura magica e da soluzioni che, chissà, potrebbero sembrare ingenue. Ma proprio questa miscela di sentimenti, che stavolta travalicano l’amore per lasciare spazio all’amicizia, è ben armonizzata con l’atmosfera dicembrina (il racconto si intitola “Nora di dicembre”) quasi natalizia in cui i miracoli, evidentemente, possono avvenire. Anche qui troviamo un’estrema delicatezza, un’estrema attenzione per i sentimenti più puri e genuini, tipici di un’autrice shojo ma senza quel pathos e quella drammaticità esasperata che a volte devastano le intenzioni più lodevoli.

Non mancano le gag, i disegni più comici che fanno sorridere, in quello che mi sembra un perfetto equilibrio di maturità, coinvolgimento, sinossi, disegno ed emozioni. Per essere delle storie brevi, ripeto, sfruttano tutte le potenzialità possibile del mezzo fumettistico. Il mio giudizio complessivo è in tutto e per tutto più che positivo.

22 ottobre 2010 at 4:51 PM


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