Splendid Lovestory
Autore: Miyuki Kitagawa
Volumi: 18
Anno: 1999
Voto: 5/10
Un amore tormentato, impossibile, drammatico come quelli che solo gli shojo sanno raccontare. Un amore di vita, di morte, di perfidie, inganni, sotterfugi e ossessioni. Sentimenti totali spinti all’ennesima potenza, fino al paradosso, fino all’istinto animalesco che sembra malattia di possessione. C’è la malattia d’amore, in questo manga, e c’è un amore malato, sbagliato, frastornante di insensatezze e slanci idilliaci. Ci sono le parole più belle e le cadute di stile impressionanti su paranoie mentali degne della miglior telenovela. Ci sono i disegni che riempiono di emozione e quelli banali o spigolosi di pressapochismo. Alti e bassi di stile, di fatti, di situazioni. Idee anche belle, ma sviluppate calcando troppo la mano, rendendo ogni cosa inverosimile, impossibile, scoraggiante. Una messa in scena drammatica di un drammatico tangibilmente artefatto, fra copiose lacrime, scuse, perdoni e giustificazioni che rasentano la stupidità dei protagonisti. Si legge tutto d’un fiato, la storia rapisce senza dubbio, trascina, ricca di colpi di scena che incuriosiscono per forza. Eppure, se fosse finita un po’ prima, verso la metà dei 18 volumi, tante assurdità ce le saremmo risparmiate. Ben congeniate, sì, ma per una interminabile soap opera a fumetti, con alcuni begli spunti, qualche dialogo vagamente interessante, dei buoni disegni e tanta, tanta, tanta drammaticità, pathos elevato all’ennesima potenza e inverosimile, sempre mantenuto su livelli mozzafiato senza alcuna pausa per tornare coi piedi per terra. Bocciato praticamente su tutta la linea, consigliato solo a chi ama leggere di amori incestuosi e scandalosi e/o segue in modo appassionato trasmissioni come “uomini e donne”.
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