Proteggi la mia terra

26 novembre 2010 at 5:27 PM

copertinaAutore: Saki Hiwatari
Volumi: 32
Anno: 1987
Voto: 7/10

Non c’è che dire, la fama di cui gode questo fumetto è più che meritata. E’ uno shojo molto articolato, con la giusta dose di mistero, sentimento, azione, con disegni belli e una trama decisamente avvincente. Eppure c’è qualcosa che non mi ha convinta del tutto in questo manga: momenti decisamente lirici alternati ad espedienti un po’ forzati e fuori luogo. Trovate geniali affiancate da banalità che lasciano sorpresi per quanto peccano di faciloneria. In definitiva un mix molto strano di alti e bassi, di pieni (così pieni da commuovere, far fremere, riflettere su temi importanti) e vuoti (così vuoti da domandarsi quanto siano intelligenti in alcuni casi i protagonisti della storia).

Certo nulla si può togliere al lavoro certosino dell’autrice, che ha profuso amore e attenzione nel far emergere la psicologia contorta dei personaggi, tanto più complicata perché contaminata, secondo la trama, da persone diverse. Così come risulta splendida l’idea e la ricostruzione di un passato appena intravisto nei ricordi, come un puzzle che piano piano bisogna ricomporre. La storia è interessante, fuori dai canoni, coinvolgente, può piacere agli amanti di molti generi diversi: dal fantasy, allo shojo, al thriller, al misterioso. Non si può dire che il finale fosse prevedibile, ma non mi ha soddisfatta pienamente, l’ho trovato troppo povero e sbrigativo rispetto alla ricchezza che aveva caratterizzato il “prima”, dove tutta la creatività delle trovate ingegnose sembrava preludere a ben altri colpi di scena risolutori. Invece, ritengo che uno dei tanti scivoloni sia proprio lì, nel momento decisivo, in cui l’autrice preferisce un banale finale di stampo hollywoodiano rispetto a qualcosa di più articolato e profondo.

Di certo rimane un bel fumetto, molto ben disegnato, da leggere più che altro per scoprire un’autrice di talento in una storia con i suoi bei lati interessanti e dai molti messaggi, e per passare alcune ore di piacevole lettura e di immagini amabili agli occhi (alcune delle quali, specie quando viene disegnata la protagonista nel suo passato, sono decisamente auliche ed evocative). E’ di certo un “cult” della letteratura manga, che non si può perdere. Sono quasi certa che, dal canto mio, non ne rifarò una seconda lettura, ma la prima devo dire che ha lasciato un bel segno, quello di un fumetto fuori dai soliti schemi e decisamente lontano dagli argomenti fin troppo abusati nell’immaginario giapponese.

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