Anatolia Story

2 dicembre 2010 at 5:29 PM

coperina anatolia storyAutore: Chie Shinohara
Volumi: 28
Anno: 1995
Voto: 6/10

Va bene, è un’opera epica. Va bene, è un’opera che prende il via da quell’interesse per il romanzo storico che caratterizza e ha reso famose mangaka del calibro di Rioko Ikeda. Va bene, è anche uno shojo che descrive l’amore impossibile, ostacolato da terzi in ogni modo pensabile e anche impensabile. Però in questo manga ci sono decisamente TROPPE cose che sono di TROPPO. Innanzitutto TROPPO lunga la vicenda: non si risolve mai, mai, è tirata più avanti, sempre più avanti, ancora oltre con ogni pretesto possibile. Poi, decisamente TROPPO romanzato il contesto storico: di storico vengono conservati forse un po’ di nomi e un po’ di ritratto sociale, per il resto è tutto inventato, talmente tanto inventato da essere privo di qualsiasi buon senso. E ancora, TROPPO fortunata, sfacciatamente eroica, impressionantemente arguta la protagonista, che alterna un invidiabile stoicismo a una disgraziata irresponsabilità, idee geniali a mosse capricciose, resistenza fisica degna di un bue a un corpo fragilissimo ed esile di ragazzina.

Se la storia risulta a tratti vacillante, non mancano comunque momenti di intenso pathos, una tragicità a metà fra quelle antiche e quelle contaminate dai thriller moderni. Si aggiunge a questo la componente fantastica dell’espediente narrativo riguardante la magia, comoda scusa grazie alla quale cavarsi d’impiccio in ogni situazione troppo complicata per essere risolta razionalmente. Una comodità non da poco di cui l’autrice abusa oltremodo per portare le vicende all’esasperazione. Già l’incipit del tutto assurdo doveva far presagire la continuazione. La cosa che stupisce è che l’autrice non ci dà la possibilità di affezionarci all’inizio a quei personaggi che verranno poi tagliati fuori dalla storia, né decide di recuperarli in qualche modo durante tutto l’avvicendarsi della trama con qualche colpo di scena, e allora la domanda più naturale che viene da chiedersi è: ma che ce li ha messi a fare? Ma serviva davvero una spiegazione iniziale così assurda per dare modo poi a tutto il resto di vivere e svilupparsi? Non avrebbe potuto condurre il gioco tutto su un piano decisamente più probabile? Mistero.

I disegni sono nella media, decisamente semplici nella maggior parte delle scene, più ricchi e tipicamente shojo in altre, mantenendo comunque sempre un buon livello e senza strabiliare mai. In definitiva, ad un manga come questo assegnerei una valutazione di sufficienza, niente di più, ma senza neanche penalizzarlo perché almeno, si vede, l’impegno c’è stato e comunque durante la lettura si potranno trascorrere dei momenti piacevolmente emozionanti.

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