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Sogno & illusione

Autore: Natsuki Takaya
Volumi: 5
Anno: 1996
Voto: 7/10

E’ un manga particolare, di genere tanto shojo quanto fantastico. All’inizio mi è sembrato confusionario: a causa del tratto ripetitivo facevo difficoltà a riconoscere un personaggio dall’altro e a distinguere gli uomini dalle donne. Inoltre confondevo e mischiavo le molte parole giapponesi e poiché la protagonista parla di se stessa in terza persona avevo difficoltà a capire chi fosse chi e chi si rivolgesse a chi. Insomma, il primo impatto è stato terribile e mi sono preparata a leggere una storia un po’ superficiale di amori tormentati e impossibili conditi da varie fantasie al limite dell’accettabile.

Eppure già dal secondo volumetto mi sono dovuta ricredere. Innanzitutto nell’arco della storia il disegno dell’autrice ha subito un’evoluzione positiva fino a regalare tavole di una bellezza piuttosto raffinata (non per questo i volti diventano più distinguibili, ma ad un certo punto ci si abitua e si impara ad individuare i personaggi). Ma anche la storia si è evoluta in un modo piuttosto articolato e ricco di colpi di scena fino alla fine, con personaggi ambigui e risvolti non intuibili che tengono con il fiato sospeso. Cosa che dalle prime due storie piuttosto frettolose e un po’ semplicistiche non mi sarei aspettata.

Certo, le ingenuità sono tante, alcuni punti della trama risultano oscuri o almeno discutibili. A volte la iper-abusata mitizzazione dei personaggi protagonisti (le loro qualità, la loro umanità o non umanità portati alla perfezione estrema) fa quanto meno sorridere: è una favola dopotutto, siamo in un fumetto che certo non pretende di essere realistico. Tuttavia c’è una ricerca psicologica dei personaggi che lascia intravedere lo sforzo dell’autrice verso una dimensione più profonda e veritiera. Che questo con alcuni personaggi non sia stato possibile, che con altri sia stato esasperato, che con altri ancora abbia rasentato il luogo comune, questo non toglie che l’autrice ci abbia provato. Le vanno due meriti: primo, quello di non aver ceduto alla tentazione di offrirci una visione solo manichea delle vicende, ma di aver rimescolato di continuo le carte in tavola facendoci trovare di fronte a situazioni in cui neanche il lettore avrebbe saputo scegliere cose fosse giusto e cosa no. Secondo, che è riuscita a recuperare bene tutti i fili e i personaggi della storia intrecciandoli fra loro in un modo che non avrei pensato possibile a giudicare dai primi capitoli letti in cui tutti questi elementi creavano confusione e basta. Infatti riesce a far agire molti personaggi contemporaneamente (anche per questo non può approfondire le storie e la psicologia di tutti) e a ciascuno riesce a trovare una precisa collocazione.

Giudizio finale: una riflessione matura dietro a una storia non semplice e che stimola pensieri tutt’altro che leggeri, ma piacevole a leggersi e anche coinvolgente se si è disposti a soprassedere alle ingenuità che di tanto in tanto ne spezzano il ritmo. Alla fine, se non altro, lascia la soddisfazione di aver partecipato a certe riflessioni e certe emozioni.

18 ottobre 2009 at 11:39 PM


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